Doppio Assoluto, Nicola Piovani e Carlo Cecchi - Teatro Vascello

saltinaria.it di Serena Lena

Emozioni, semplicemente. Questa è la prima cosa che mi viene in mente stamattina mentre mi accingo a scrivere il mio pensiero sullo spettacolo a cui ho assistito ieri sera al Teatro Vascello. Ma più che parlare di spettacolo, mai come questa volta, parlerei di incontro, di condivisione, di ricerca tra due grandissimi artisti, il celebre attore teatrale Carlo Cecchi alla voce ed il premio Oscar Nicola Piovani, ovviamente, al pianoforte. Quello che stupisce e colpisce è proprio la capacità dei due artisti di integrare perfettamente musica e parole, fino a confondersi, fino a rendere musica e parole come componenti di una stessa partitura, come una canzone. Due artisti accomunati dalla capacità di reinventarsi e di riproporsi al pubblico attraverso modalità espressive sempre nuove, questa volta decidono di deliziare la platea in parte improvvisando, in parte portando sul palco dei loro cavalli di battaglia. Illuminati ciascuno dal proprio cono di luce, riusciranno a fondere le note armoniosamente liberate dalle abili mani di Piovani con la voce rauca e teatrale di Cecchi. Commuove profondamente la mimica del noto pianista, che segue con cenni da direttore d’orchestra, con il capo e con le mani, la musicalità del testo interpretato da Cecchi il quale, a propria volta, rivolge verso Piovani lo sguardo in segno di partecipazione e di conferma. C’è reale complicità tra i due artisti, che si scambiano, nei vari passaggi sul palco, chiacchiere ed amichevoli pacche sulle spalle. D’altra parte non è la prima volta che si esibiscono insieme: Cecchi ha già accompagnato il tour di Piovani per l’opera “Viaggi di Ulisse”, di cui viene ripresentato uno stralcio anche durante la rappresentazione. Ma al di là dell’interpretazione dei due principali brani portati sul palco da Cecchi - che inducono il primo, tratto dal “Poeta delle Ceneri” di Pasolini, alla riflessione ed il secondo, tratto da “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante, ad un sorriso amaro - al di là degli assoli successivi - Piovani con un brano estratto dalla sua opera “Epta”, Cecchi con un monologo shakespeariano - quello che più rimane impresso nella mente della platea è, come sempre, il pezzo di maggiore impatto popolare. Piovani, a conclusione dello spettacolo, dopo essere stato chiamato più e più volte sul palco e dopo avere duettato anche con il bravo flautista Alessio Mancini, accompagna un Cecchi in versione cantante, improvvisando alcune arie della tradizione classica napoletana, un tributo alla formazione del celebre attore teatrale che ha iniziato la propria carriera con De Filippo. Esco dalla sala con il sorriso sulle labbra e le lacrime agli occhi. Una serata indimenticabile.

La Compagnia della luna

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